Tommaso's profileIl Numero di AvogadroPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
October 14 la nuova stagione.Hop-là. 14 ottobre : Primarie del Partito Democratico.
Giorno da alcuni tanto atteso, finale di una lunga lunga rincorsa, argomento di innumerevoli discorsi, comizi, speranze. Il Partito Democratico.
Nei loro congressi in primavera i Ds ( veniamo da lontano, certo abbiamo avuto qualche incidente, ma il morale è alto ) e la Margherita ( cattolici-democratici = cattolici di sinistra? equazione rischiosa ) si sciolgono formalmente e danno "ampio mandato al segretario di far confluire - blah blah blah politichese - nel nuovo contenitore politico.
Un Partito Nuovo, dove chiunque si definisca riformista si possa sentire a casa. Un partito post-ideologico, perchè "le vecchie ideologie non servono ad affrontare le sfide del secolo nuovo" ( leggi : ancora socialisti? ma basta! ancora democristiani? ancora? ma dai, su.... ). Casa di due riformisti, partito autenticamente progressista, superare tutti i conservatorismi, andare oltre, un orizzonte più largo ecc ecc ecc.
Bene, progressismo. Quale progresso, però?
Perchè, citando Mussi, " la retorica dell'oltre è inutile se non si sa dove si va ". Ed è vero, è vero : che sviluppo si propone? Qual'è l'obiettivo più o meno da raggiungere?
Risponde Fassino, giustamente forse : la grande sfida del secolo nuovo è appunto la Democrazia.
Vero anche questo. Pensiamo agli strumenti che abbiamo oggi. Pensiamo alle potenzialità offerte in campo sociale e politico, per esempio, dalla rete.
Una delle grandi "scuse" per cui non si poteva attuare una democrazia diretta era il numero. Siamo tanti, si sa, e nel turbinio di mille voci non si governa niente, è necessaria una delega che assegni alla voce di uno il pensiero di tanti.
Questo continua ad essere giusto, ma pensate solamente a quanto sia cambiato oggi il meccanismo di organizzazione del consenso. La rete può far incontrare persone che la pensano in modo uguale sparse ai quattro angoli del globo, e li aiuta ad organizzarsi, ad impostare una lotta per esempio. Esempi? Tanti oramai, che hanno fatto scuola : MoveOn, per non parlare di BeppeGrillo, o, nel nostro piccolo, iMille. Non è rivoluzionario che qualsiasi persona da casa propria possa far valere le sue idee, possa esprimere i suoi pensieri in modo compiuto e raggiungere i suoi obiettivi semplicemente mostrando il numero di quelli che la pensano come lui? E' o non è compiutamente democratico questo?
Ma perchè si instauri un vero " diritto alla rete "( altrimenti detto " abbattimento del digital divide " ) che è un mezzo di comunicazione, come il telefono, a cui tutti dovrebbero avere la possibilità di avere accesso, servono interventi precisi, quali:
1) Radicale abbassamento dei costi di accesso all'ADSL ad alta velocità, con l'eliminazione del monopolio Telecom sull'ultimo miglio.
2) Cablatura WiMax totale in Italia, nè piu nè meno di quanto succede in altri paesi d'europa.
3) Qualcosa di pubblico dove poter usare il computer. Perchè con il filo del telefono non ci fai niente se non hai l'apparecchio : ma il computer costa un tantino di puù di un telefono SIP a impulsi.
Un accesso libero alla rete sarebbe una vera e propria livella. Chiunque potrebbe accedere alle stesse informazioni e alle stesse possibilità, senza differenza di classe, estrazione sociale o punto di partenza. Una frontiera democratica.
Come lo sarebbe anche la democrazia energetica. Oggi siamo tutti dipendenti dall'Enel per il nostro approvigionamento. Fossero prezzi popolari, potrei anche capire, ma non è neanche un problema di costi. Incentiviamo l'acquisto e l'uso di pannelli solari domestici. Questo ridurrebbe sensibilimente i costi dell'energia nelle nostre case, nonchè l'inquinamento, tema che oggi è sulla bocca di tutti ( a volte a sproposito ). Ancora, a chi non può permettersi di comprarli, diamoli gratis, perchè è un investimento una tantum che nel futuro frutta sensibili risparmi, meno bolletta, meno fastidi.
" L'ambientalismo dei si" dice Veltroni, parlando della Tav, ad esempio. Un ambientalismo democratico, dico io. Ora, sfollare un intera valle senza se e senza ma non mi sta bene. Si discute, si va la , si blocca tutto, si sente e poi semmai si fa. In democrazia non c'è nulla di imposto. Ci sono solo proposte, discussioni e soluzioni raggiunte in comune.
Ultimo, una democrazia dei diritti.
1) Riqualificare l'importanza del diritto al voto, ridando dignità alla politica senza bollare tutto quello che sta succedendo come " vento dell'antipolitica" che è una frase molto comoda per non fare niente, come se la colpa fosse di altri. Svecchiamento non rivoluzionario ma necessario e quindi graduale delle istituzioni.
2) Diritto alla sicurezza, ma io penso che la situazione in generale venga affrontata male. Il problema della sicurezza è in realta un modo diverso per chiamare il problema del corretto funzionamento della giustizia. Chiunque ruba, in periferia come al centro, di qualunque razza esso sia, deve essere preso e messo in condizione di non nuocere. La giurisprudenza, la giustizia, deve essere Laica molto di più della politica. Questo è un paese dove in galera non ci va nessuno, nè il piccolo ladro ne il condannato per tangenti che siede in parlamento. Si fanno indulti per liberare le carceri, quando ci sono moltissime carceri in disuso e comunque nessuna nuova in costruzione. Un paese dove il processo medio dura molti anni, e si cerca di arrivare a prescrizione, così il reato c'è ma a nessuno importa più. Un paese dove è stato processato un morto per dieci anni. Ed era morto. Non c'è nessuna democrazia, nessuno stato di diritto senza la certezza della pena. Ed è banale razzismo urlare all'uomo venuto dall'est come causa di tutti i mali. Chi sbaglia paga punto.
3) Diritto a se stessi. Ognuno è quello che è. Ovviamente sto parlando di unioni omosessuali per farla breve. Riconoscimento pubblico della coppia non eterosessuale, come oramai c'è dappertutto in europa. In Danimarca sono quasi vent'anni. Istituire un riconoscimento del genere mi sembra qualcosa di molto pragmatico, opporvisi mi sembra una crociata ideologica inutile. E parlo da strenuo difensore della famiglia.
Beh, questo è quello che mi piacerebbe vedere nel Partito Democratico.
Sto per andare a votare Walter Veltroni, più precisamente Marco Simoni de iMille ( banner a lato ). Voto Marco più che votare Walter, nel senso che ammetto che Rosy Bindi sarebbe davvero un buon segretario.
Gustiamoci questa Nuova Stagione. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://nda-tc.spaces.live.com/blog/cns!91A0F2D9E680F7EA!1400.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|